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	<title>Enric Mateu &#8211; PRRSControl</title>
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	<title>Enric Mateu &#8211; PRRSControl</title>
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		<title>Il vaccino vivo contro la PRRS può suscitare un&#8217;immunità maggiore e più rapida attraverso la vaccinazione intradermica?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enric Mateu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2022 13:40:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Somministrazione ID&IM]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccinazione]]></category>
		<category><![CDATA[Le risposte degli esperti di PRRS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che tipo di beneficio immunologico possiamo aspettarci con la somministrazione intradermica? La via intradermica viene utilizzata in molti protocolli di vaccinazione negli esseri umani e negli animali. L&#8217;intento alla base dell&#8217;uso di questa via di somministrazione è quello di sfruttare le eccellenti capacità di presentazione dell&#8217;antigene delle cellule dendritiche dermiche e di ridurre l&#8217;interferenza creata dalla presenza di anticorpi di derivazione materna (MDA) in tessuti molto ben irrorati (come il muscolo). Inoltre, l&#8217;uso di dispositivi senza ago per la somministrazione del vaccino migliora il benessere dell&#8217;animale. Vaccinazione intramuscolare e vaccinazione intradermica Nel caso della vaccinazione contro il PRRSV è stato dimostrato che la somministrazione intradermica è equiparabile almeno alla somministrazione intramuscolare dei vaccini vivi. in linea di principio, la somministrazione intradermica non determina un priming più rapido della risposta immunitaria. Al momento, non vi è evidenza definitiva che con la vaccinazione intradermica contro il PRRSV vi sia meno interferenza con gli MDA. Per ulteriori informazioni circa le differenze osservate tra la vaccinazione per via intramuscolare e la vaccinazione intradermica, vedere la sezione &#8220;Publications&#8221; (Pubblicazioni). Fai anche tu una domanda! Vai su Pig333.com e invia la tua domanda agli esperti. Bibliografia A. Scollo et al., Livestock Science 233 (2020) 103939. Busquet, [&#8230;]</p>
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		<title>È previsto che scrofe vaccinate con un vaccino vivo modificato (MLV) contro la PRRS siano tutte positive al test ELISA?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enric Mateu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 13:39:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccinazione]]></category>
		<category><![CDATA[Le risposte degli esperti di PRRS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La risposta alla domanda cambia a seconda che ci si riferisca a scrofe naïve vaccinate contro la PRRS per la prima volta o ad animali che hanno ricevuto più vaccinazioni con un vaccino vivo modificato contro la PRRS. Scrofe naïve vaccinate con vaccino vivo modificato contro la PRRS per la prima volta Quando scrofe naïve vengono vaccinate per la prima volta (vaccino vivo modificato contro la PRRS) circa la metà di esse presenterà sieroconversione tra 7 e 10 giorni dopo la vaccinazione ed entro il giorno 21 dalla vaccinazione tutte le scrofe svilupperanno gli anticorpi contro il PRRSV. I valori ELISA (densità ottiche o rapporti S/P) possono variare in misura significativa tra gli animali. Per contro, quando le scrofe sono vaccinate più volte con vaccini contro la PRRS, una proporzione variabile di esse può essere negativa al test ELISA. Sieroconversione di scrofe multivaccinate Inoltre, in molti animali già sieropositivi, una nuova somministrazione di un vaccino contro la PRRS non produce una chiara sieroconversione in ELISA. Va notato che, utilizzando kit ELISA diversi, i singoli animali che risultano negativi possono essere diversi. In altre parole, il test ELISA utilizzato influenza il risultato. Secondo la nostra esperienza, quando gli animali vengono esaminati [&#8230;]</p>
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		<title>In caso di una ricircolazione della PRRS in un allevamento positivo, gli animali interessati possono sempre sieroconvertire? In che misura e per quanto tempo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Enric Mateu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2016 13:39:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione]]></category>
		<category><![CDATA[Le risposte degli esperti di PRRS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È molto difficile rispondere a questa domanda senza ulteriori dati. In linea di principio, la riemergenza clinica dello stesso isolato di PRRSV in un allevamento si produce di solito perché ci sono sottopopolazioni di suini senza un&#8217;adeguata immunità (o perfino suini naïve). Di conseguenza, vengono osservati segni clinici in animali senza precedente immunità attiva. In tal caso, la sieroconversione si verifica in poco tempo (7-14 giorni) dopo l&#8217;insorgenza dell&#8217;infezione. Altra questione è l&#8217;introduzione di un nuovo ceppo di PRRSV in una mandria già infettata/vaccinata. Quando ciò avviene, il risultato di questa nuova introduzione può variare da quasi nulla a malattia clinica grave, a seconda della virulenza del nuovo ceppo e della protezione offerta dall&#8217;immunità preesistente. In tali circostanze, ossia l&#8217;introduzione di un nuovo isolato virulento, gli animali non devono necessariamente mostrare sieroconversione in ELISA. Di fatto, quando abbiamo eseguito esperimenti di esposizione a virus eterologo in suini con immunità preesistente, non è stata sempre osservata sieroconversione. Ciò sembra avere una componente idiosincratica, ma è anche correlato agli isolati virali coinvolti. Se si teme di essere in presenza di un focolaio epidemico in un allevamento vaccinato/immune, concentrarsi sugli animali malati e sui nuovi nati, utilizzare la PCR per il rilevamento del [&#8230;]</p>
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		<title>Qual è l&#8217;affidabilità dei kit diagnostici attualmente disponibili per il rilevamento della PRRS?</title>
		<link>https://prrscontrol.com/it/qual-e-laffidabilita-dei-kit-diagnostici-attualmente-disponibili-per-il-rilevamento-della-prrs/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Enric Mateu]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 May 2016 13:39:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[Le risposte degli esperti di PRRS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In generale si ritiene che i test diagnostici per il rilevamento del PRRSV siano efficaci nell&#8217;individuare gli animali infetti a condizione che si attui una buona strategia di campionamento. La performance di un test diagnostico è generalmente valutata in termini di sensibilità e specificità diagnostica. Tecnicamente, la sensibilità diagnostica è la proporzione di animali realmente infetti (ammalati) individuati dal test (solitamente classificati come positivi), mentre la specificità diagnostica è la proporzione di animali sani correttamente classificati come tali (vale a dire negativi). In generale, la sensibilità diagnostica dipende dalla sensibilità analitica, ovvero la quantità minima dell&#8217;analita (vale a dire anticorpi o particelle/genomi virali) che il test è in grado di rilevare. Per quanto concerne i test sierologici per il PRRSV (ELISA), la maggior parte di essi è in grado di rilevare gli animali infetti tra i 7 e i 14 giorni successivi all&#8217;insorgenza dell&#8217;infezione e di rilevare gli anticorpi per più di 4-5 mesi. Dopo la seconda settimana di infezione, la sensibilità può essere considerata prossima o pari al 100%. Per quanto riguarda la specificità, la maggior parte dei test ELISA mostra specificità diagnostiche superiori al 97-98%, dato decisamente accettabile. Secondo la nostra esperienza, la corrispondenza dei singoli risultati tra [&#8230;]</p>
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